Casate sempre off-limits, Hockey Como a Milano:”E ora chiediamo i danni…”

30 gennaio 2017 | 23:52
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Casate sempre off-limits, Hockey Como a Milano:”E ora chiediamo i danni…”
Casate sempre off-limits, Hockey Como a Milano:”E ora chiediamo i danni…”
Casate sempre off-limits, Hockey Como a Milano:”E ora chiediamo i danni…”
Casate sempre off-limits, Hockey Como a Milano:”E ora chiediamo i danni…”

La paradossale situazione che sta vivendo il club cittadino: costretto a giocare all’Agorà per permettere ai suoi tifosi di vedere la partita. Rabbia ed esasperazione del presidente Ambrosoli

Il paradosso è servito. Il palaghiaccio di Casate è sempre off-limits per i tifosi dell’Hockey Como e delle altre società che utilizzano la struttura (come spettatori), ma non per chi va a pattinare la domenica pomeriggio ad esempio. E la società cittadina di hockey ha deciso di andare a giocare due volte di fila – in attesa di qualche risposta positiva sempre ben accetta – all’Agorà di Milano. Primo appuntamento giovedì 2 febbraio per la Coppa Italia, il secondo dieci giorni dopo in campionato. A confermarlo oggi nella diretta di Sport Magazine a CiaoComo è il presidente Luca Ambrosoli:“Scelta obbligata e che ci penalizza. Ma almeno possiamo fare entrare i nostri tifosi che da otre un mese non possono entrare a Casate“. Eh già: prima i lavori al tetto del centro, gestito da Como servizi urbani, poi l’attesa di un nulla osta – o una deroga per almeno 99 tifosi – anc0ra  non arrivato.

Ambrosoli stasera ha anche spiegato di avere scritto al sindaco Lucini:”Aiutaci, per favore. Ma al più presto. Occorre mettere mano al portafoglio e intervenire subito. Temo che se si aspetteranno le elezioni i tempi per l’agibilità si allontaneranno. Certo – spiega Ambrosoli – è una situazione complicata, ma noi abbiamo bisogno di questa struttura al più presto. Tanto più che paghiamo l’affitto…”. E poi, dopo una lunga battaglia ancora senza esito, la richiesta formale:”Per noi è un grave danno – spiega il presidente – anche se ce la mettiamo tutta per andare avanti. Ma il danno c’è e qualcuno ce lo dovrà pagare. Perchè altrimenti affondiamo….”