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Minier, Barbato, Lattanzi: si ride e ci si commuove al Noir in Festival

9 dicembre 2017 | 11:16
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Minier, Barbato, Lattanzi: si ride e ci si commuove al Noir in Festival

Anche sul fronte della letteratura, incontri super interessanti nella seconda giornata di Noir in Festival a Como. Inizia Bernard Minier, il cinquantaduenne francese che non nasconde con l’atteggiamento serioso una timidezza da ragazzino. Il suo Non spegnete la luce, edito da la nave ti Teseo, è un tomo da 700 pagine, talmente noir da essere quasi dark, da leggere d’un fiato e mai la sera prima di andare a letto. Terzo romanzo della serie del comandante Martin Servaz, vede il suo protagonista obbligato a indagare, mentre avrebbe voluto curarsi tranquillo la depressione (tipico male da investigatore d’inchiostro). Piacevole Minier, col suo modo pacato di raccontare cose feroci, ottimo Sebastiano Triulzi nel guidarlo.

A ruota, un terzetto che ha davvero saputo coinvolgere il pubblico, con un susseguirsi continuo di emozioni contrastanti. Antonella Lattanzi e Paola Barbato, orchestrate da Annarita Briganti (ottima nella veste di relatrice, presente e nascosta contemporaneamente, a noi è piaciuta davvero tanto), hanno suscitato risate e commozione, raccontando i loro due noir e tratti della loro vita, attraverso singoli, apparentemente piccoli, episodi. Una storia nera, di Lattanzi, edito da Mondadori, è il racconto di una scomparsa, sullo sfondo di una perversa ma inaspettata violenza familiare. Sentite come ce la descrive l’autrice, durante l’intervista esclusiva a Ciao Como.

Paola Barbato invece, con Non ti faccio niente, edito da Piemme, ci guida a spasso nel tempo, tra gli anni ’80 e il presente. Anche qui qualcuno scompare, sono bambini tre giorni dopo restituiti felici alle loro famiglie. Sembrerebbe un lieto fine, se non fosse che trent’anni dopo a sparire sono i figli di quei bimbi e questa volta il loro destino è moto più crudele. Un romanzo sulla colpa, sulle conseguenze delle proprie azioni indipendentemente dall’intenzione con cui le portiamo a compimento. In fin dei conti, come dice Briganti, “sull’effetto del nostro agire, ma anche del nostro non agire”.
E sulla paura, come racconta l’autrice al nostro microfono.

Manuela Lozza