La Casa della Poesia presenta: il colore dell’oscurità nei versi di Metin Cengiz

Metin Cengiz è uno dei poeti più rappresentativi della poesia turca contemporanea. Sarà ospite de La Casa della Poesia di Como nell’ambito delle iniziative legate al Festival Europa in versi 2020 che avrà come tema Poesia e Libertà. L’incontro si terrà venerdì 20 settembre alle ore 17.30 presso la Pinacoteca Civica, via Diaz 84, Como e oltre all’autore sarà presente il traduttore dal turco Nicola Verderame.
Abbiamo chiesto a Laura Garavaglia, presidente della Casa della Poesia di Como e organizzatrice del festival poetico comasco, di introdurci alla poesia di Metin Cengiz
Nato nel 1953 a Göle in Turchia, Metin Cengiz è anche editore e scrittore. Si è laureato alla facoltà di Lingue Straniere all’Università Erzurum Atatürk, dipartimento di francese, lingua nella quale si è poi specializzato. Appartiene alla generazione dei poeti degli anni 80: dopo il golpe militare del settembre 1980, è stato imprigionato per due anni perché dissidente ed ha subito torture fisiche e psicologiche.
Tradotto in molte lingue, ha pubblicato più di dieci libri di poesie che hanno vinto importanti premi tra cui il Premio Letterario città di Mersin. È famoso anche per i suoi articoli sulla poesia ed è diventato uno dei pionieri del periodo poetico post 1980 in Turchia.
Collabora con riviste letterarie e dirige la rivista Şiirden. La sua voce si distingue per la varietà di temi, toni e stili e per la capacità di ampliare lo sguardo sulla realtà odierna, anche affrontando temi di grande attualità, come la violenza e la tragedia della guerra, le contraddizioni di etnie e religioni, l’ingiustizia e la compassione, la libertà e la sua perdita. Cengiz recupera la tradizione della poesia turca del passato e la rinnova partendo dall’ interiorità, dal viaggio dentro la propria anima che necessariamente il poeta deve intraprendere per incontrare gli altri ed abbracciare il mondo.

Oltre ai temi più legati alla dimensione civile e sociale, le sue poesie ci parlano del dolore e della gioia momentanea che lo allontana, dell’amore inteso nelle sue molteplici sfaccettature che si riassumono in un intenso amore per la vita, sempre però velato da un’ombra, dalla consapevolezza che essa è terrestre ed effimera. Così la dimensione del tempo e dello spazio sembrano ampliarsi o ridursi e unirsi nei suoi versi in modo originale. Storia personale e storia collettiva si fondono insieme e la parola poetica si fa atto, forma dell’agire, capace di influire indirettamente ma in modo profondo sulle nostre coscienze e sui nostri comportamenti.
Nei versi di Metin Cengiz questa valenza etica e civile della poesia è costante, anche nei testi che potremmo definire più “lirici” nell’accezione più comune del termine. Ha partecipato a varie edizioni di Europa in versi e ha dedicato a Como una poesia:
Sera sul lago di Como
La notte fa indossare
Un cappello di luce
Al lago di Como
Sono prigioniero di questo corpo mortale
(il mio viaggio è da dentro di me a dio)
Sto sorgendo come una stella nel cielo.