In prima nazionale SEMI, la storia di un uomo che ha combattuto per la natura e la biodiversità

13 maggio 2021 | 16:59
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In prima nazionale SEMI, la storia di un uomo che ha combattuto per la natura e la biodiversità

Nell’intensa programmazione del Teatro Sociale c’è largo spazio per produzioni teatrali nate sul territorio e lo spettacolo di domani sera, venerdì 14 maggio ore 20, è un’assoluta prima nazionale tutta “made in Como” già nel cartellone 2020 poi annullato.  Ora è venuto il momento del debutto di “Semi”, la storia di Nikolaj Ivanovič Vavilov, un uomo che ha combattuto per le proprie idee a sostegno della natura e della biodiversità; testo di Francesca Marchegiano con Stefano Panzeri e musiche di Francesco Andreotti (Sulutumana), un sodalizio artistico tutto lariano a favore della natura.

Francesca Marchegiano racconta la vera storia di Nikolaj Ivanovič Vavilov, agronomo russo nato a Mosca nel 1887, e morto a Saratov nel 1943, che diede la sua vita per combattere la fame nel mondo. Stefano Panzeri, che il pubblico ha già conosciuto in altri spettacoli, tra cui l’ultimo “Terra Matta”, qui veste i panni di Yuri, il secondo figlio di Vavilov, la voce narrante che descrive la vita del padre, la sua ascesa e il suo drammatico declino, causato dalla politica dittatoriale di Stalin.
“Quando Francesca Marchegiano mi ha presentato Semi – racconta Panzeri – me ne sono innamorato. Ed eccomi qui, nei panni di Yuri, a raccontare questa incredibile storia. Come regista e scenografo ho deciso di impersonare Yuri oggi, quindi nella tomba, nella terra, per dare allo spettatore un insolito punto di vista. Semi è infatti anche una storia di radici: non solo perché parla di piante, ma perché Francesca ha scelto di narrarla con la voce del figlio, legato a quel padre tanto concreto quanto inafferrabile.”

Stefano Panzeri ospite a Ciaocomo radio

Nikolaj Vavilov ha impiegato tutta la sua vita nel cercare di trovare una soluzione al problema della fame in Russia e nel resto mondo, attribuendo al cibo i significati di giustizia, uguaglianza e futuro.
È stato il pioniere degli studi sulla biodiversità e sul patrimonio naturalistico e culturale di tutti i popoli della Terra. Nel corso della sua carriera, ha esplorato più di 60 Paesi, riscrivendo spesso la mappa geografica di territori fino ad allora inesplorati da parte degli europei. Ha messo in piedi un progetto grandioso: la prima Banca di Semi e Piante commestibili al mondo, difesa eroicamente dai suoi ricercatori, durante l’assedio di Leningrado, ed esistente ancora oggi.
Laureatosi nel 1911, Vavilov alternò, fino al 1917, attività di ricerca e di insegnamento sia in Russia che in altri paesi europei e vinse per tre volte il premio Lenin: la prima volta nel 1926 proprio per il suo lavoro sulle origini delle piante coltivate. Lo scienziato russo amplia su scala planetaria la ricerca dei luoghi d’origine delle piante coltivate, individuandoli non nei luoghi in cui queste si sono maggiormente affermate come colture selezionate, ma là dove tali piante presentano la maggior quantità di varietà e differenze. Proprio in queste aree era possibile rintracciare varietà con caratteristiche che potevano rivelarsi vantaggiose per l’agricoltura come, ad esempio, la resistenza alla siccità, al freddo o a specifiche malattie. Un tipo di pianta più adatto ad un determinato ambiente poteva garantire migliori rese produttive e, di conseguenza, maggiore produzione di cibo. Costringendo, per certi versi, l’uomo a farsi collaboratore della Natura e dell’ambiente e non suo proprietario e manipolatore. Intuendo ciò finì così col diventare il “padre” e il nume tutelare di tutte le ricerche scientifiche che, in seguito, avrebbero fatto della ricerca e della difesa delle biodiversità la loro ragione d’essere.
Vittima e martire di una lotta che vede ancora oggi contrapporsi le conoscenze scientifiche e le esigenze produttivistiche e del profitto, Nikolaj Vavilov fu e rimane importante proprio per aver saputo indicare nella ricchezza di diversità insite nelle razze e nelle specie un modello di sviluppo casuale e naturale allo stesso tempo, in cui la varietà delle origini e delle caratteristiche arricchisce la vita e la sua evoluzione. Anche e soprattutto, forse, per la specie umana.

Lo spettacolo invita a riflettere sull’importanza delle piante come fonte di vita per l’Umanità, sui sogni che si scontrano con l’ignoranza che a volte sale al potere, e sulla consapevolezza che dobbiamo avere, anche e soprattutto oggi, di fronte ad ogni scelta di acquisto e alimentazione che compiamo. Semi ricorda che siamo tutti responsabili, ora più che mai, del destino di questo meraviglioso Pianeta.

INFO
Biglietti a 15€ + prev. in vendita alla biglietteria del Teatro oppure online su www.teatrosocialecomo.it

TEATRO SOCIALE
venerdì, 14 maggio – ore 20.00
SEMI
di Francesca Marchegiano
con Stefano Panzeri
Musiche Francesco Andreotti
Regia e scenografia Stefano Panzeri

teatro sociale semi
Francesca Marchegiano, comasca, 1973, è consulente di Narrazione per aziende e organizzazioni e docente in Master di Alta Formazione in tema di Corporate Storytelling. Da più di 20 anni conduce percorsi di narrazione autobiografica in contesti aziendali, privati e sociali, anche rivolti a persone che si trovano nel Fine Vita. Autrice di narrativa e di spettacoli teatrali esportati all’estero, vincitori di premi nazionali, tra cui il concorso “200 anni in scena” in occasione del 200° anniversario del Teatro Sociale di Como. È fondatrice del progetto 16SEI, che intende promuovere la raccolta e condivisione di narrazioni autobiografiche, come dono che può stimolare se stessi e gli altri, a vivere una vita migliore. E’ tra le prime otto persone in Italia ad avere conseguito un Diploma in Green Coaching, competenza accreditata a livello internazionale.
Stefano Panzeri è nato a Lecco nel 1976, attore e dottore di ricerca in Iberistica. Si forma come attore presso il Teatro Stabile del Veneto Carlo Goldoni di Venezia e nel 1998 debutta come professionista con il Teatro Carcano. Nel 2006 conclude un dottorato in Studi Iberici presso l’Università di Bologna. Negli anni integra la sua formazione frequentando la scuola di screen acting presso la Met Film School di Londra. Nel 2008 crea l’ensemble artistica italo-porto catalana JOGIJO e la compagnia PANEDENTITEATRO. Nel 2014 inizia a dedicarsi alla narrazione con “Terra Matta”, lo scritto autobiografico di un bracciante siciliano semi-analfabeta classe 1899 sul quale costruisce una tetralogia di monologhi e OLTREOCEANO, un progetto di raccolta e restituzione della memoria migrante italiana che sinora ha visitato Argentina, Uruguay, UK, Australia, USA e Svizzera.
Nel 2019 debutta con Nel Ventre, nuova narrazione co-prodotta con il Teatro dell’Argine di Bologna di cui è co-autore e regista.
Francesco Andreotti è pianista e compositore, è tra i fondatori della Band Sulutumana, presente sul mercato discografico dalla fine degli anni ’90 e insignita di numerosi premi tra cui la Targa Tenco IMAE. È autore di colonne sonore per spettacoli teatrali, e ha un sodalizio artistico ormai decennale con Francesca Marchegiano e Stefano Panzeri, per la creazione di spettacoli che sono stati messi in scena sia in Italia che all’estero.

TEATRO SOCIALE ALTRI APPUNTAMENTI A MAGGIO
domenica, 16 maggio – ore 11.00
LE MILLE E UNA FIABA – SHÉHÉRAZADE
Pianoforte Hana Lee e Alessandro Palumbo
Narratrice Sara Zanobbio
giovedì, 20 maggio – ore 20.00
RIGOLETTO: LA NOTTE DELLA MALEDIZIONE
con Marco Baliani
e con Duo Bandini-Chiacchiaretta
sabato, 22 maggio – ore 18.00
CAPPUCCETTO BLUES
Produzione Associazione Teatro Invito
SPETTACOLO PER FAMIGLIE E BAMBINI DAI 5 ANNI
domenica, 23 maggio – ore 11.00
TRE PER TRE
Musiche di F. J. Haydn, J. Turina, R. Schumann
con Trio Rigamonti
domenica, 23 maggio – ore 20.00
H U N C
tratto da Uno, Nessuno e Centomila di Luigi Pirandello
Adattamento Stefano Dragone
Pianoforte Giorgio Martano
giovedì, 27 maggio – ore 20.00
LA PIAZZA DEL DIAMANTE
con Pilar Pérez Aspa
Produzione ATIR
venerdì, 28 maggio – ore 20.00
SHORT STORIES. ANTON ČECHOV
Narrazione Stefano de Luca
sabato, 29 maggio – ore 19.00
SULUTUMANA IN CONCERTO
domenica, 30 maggio – ore 11.00
CAMERA DA FILM
Pianoforte Giuseppe Califano
Fisarmonica Luca Pedeferri
Violino Elisa Cavalazzi