Che cuore questa San Bernardo: rimonta 18 punti e vince all’ultimo secondo, prima da sola!
Spaziale ultimo quato per i brianzoli di Sodini: rimontano 18 punti e all’ultimo tiro superano Mantova.
Un vortice di emozioni travolge Cantù che, dopo aver sofferto e rimontato diciotto lunghezze di svantaggio, può godersi la tanto desiderata vittoria; la quinta consecutiva per i biancoblù, che, battendo Mantova a Desio, si guadagnano con merito il primo posto in solitaria. S.Bernardo-Cinelandia Park ora sola al comando della classifica del Girone Verde con 10 punti. Spaziale il quarto periodo dei canturini che, con un fantastico 25 a 8 di parziale, riescono a ribaltare le sorti del match. Determinanti le prestazioni di Johnson, top scorer con 23 punti, e Bayehe, il quale, nel finale, si trasforma, dominando la scena con giocate decisive. Finisce 83 a 81, davanti a oltre 2mila spettatori. Tifosi in delirio a fine match per un successo di cuore e determinazione, armi che coach Sodini continua a chiedere ai ragazzi. E’ stato accontentato.
Nel quarto e ultimo periodo è Bucarelli a guidare la rimonta: Cantù torna su a -11, partita riaperta. La difesa biancoblù sale di tono e la Staff fa una gran fatica a ritrovare la via del canestro; ne approfitta, dunque, Cantù, scatenata sui due lati del campo, di Bayehe la giocata del -8 che fa urlare tutto il PalaDesio. Cortese si conferma, però, autentica macchina da tre punti e Mantova si sblocca, tornando a cogliere punti pesanti da oltre l’arco. Ma Cantù non molla di un centimetro e, rabbiosa, trova con assoluta convinzione i punti del -3; pandemonio a Desio. Bayehe sempre più uomo partita. Nel frattempo, grazie a una difesa eccellente, i canturini restano saldamente attaccati al match, nonostante i guizzi di Laganà. Johnson, dalla lunetta, fa -2; poi, è ancora l’ottima difesa biancoblù ad annullare i tentativi ospiti. 79-81 al 38’. Nel finale succede di tutto: Johnson, a meno di tre secondi dalla fine, manda tutto il palazzo in estasi, trovando due punti pesantissimi. Finisce 83 a 81, è grande festa al PalaDesio, vittoria incredibile per la squadra di coach Sodini.
S.Bernardo-Cinelandia Park Cantù – Staff Mantova 83-81
(23-24, 22-18; 13-31, 25-8)
Cantù: Stefanelli 13, Sergio 15, Johnson 23, Nikolic, Borsani n.e., Da Ros 2, Bucarelli 6, Cusin, Bayehe 16, Allen 4, Severini 4, Brembilla n.e.. All. Sodini
Mantova: Lo n.e., Iannuzzi 10, Mastellari 5, Stojanovic 17, Ferrara 4, Saladini, Cortese 9, Laganà 21, Basso n.e., Verazzo n.e., Thompson 13. All. Di Carlo
Arbitri: Foti, Nuara e De Biase
Spettatori: 2.010
I COMMENTI DEI TECNICI A FINE GARA
COACH GENNARO DI CARLO (MANTOVA)
«C’è dell’amaro in bocca perché abbiamo sostanzialmente perso all’ultimo giro di lancette. Però onestamente sono molto orgoglioso della partita che abbiamo fatto qui, di come i ragazzi l’hanno giocata e di come secondo me per 35 minuti abbiamo anche mostrato una buona pallacanestro. Poi, sicuramente dobbiamo migliorare; nel momento in cui Cantù ha alzato il livello agonistico e fisico della difesa, oggettivamente abbiamo fatto troppe palle perse, abbiamo fermato troppo la palla e questo vantaggio è andato ad assottigliarsi. Il basket è anche questo. Volevamo venire qui e capire come fosse il livello della nostra squadra. Da questo punto di vista, ce ne andiamo convinti che la nostra sia una buona squadra e che, per gli obiettivi che abbiamo da raggiungere, siamo solidi. Anzi, sono convinto che migliorando quelle situazioni che stasera ci hanno portato alla sconfitta, vedo anche del margine. Dunque, onestamente, sono moderatamente soddisfatto. È chiaro che quando si perde non si è mai contenti, però dobbiamo anche considerare che di fronte avevamo una delle top del nostro campionato, forse anche la top. Abbiamo giocato anche contro Udine, vero è che si trattava di supercoppa, però, oggettivamente, Cantù ha tanta roba. Aver fatto questo tipo di partita, dunque, ci mette nella condizione di pensare che siamo nella condizione giusta per affrontare questo campionato. Ora dobbiamo rimanere attenti e collegati, spingendo e lavorando molto in settimana, per ripartire domenica contro Piacenza. Complimenti a Cantù. Ha mostrato grande forza, complimenti per la stagione».
COACH MARCO SODINI (CANTÙ)
«Cinematograficamente parlando, “Dr.Jekill e Mr.Hyde” mi sembra una scelta adeguata. Parafrasando “Pirati dei Caraibi” direi “la maledizione del terzo quarto”. Oggi sarò positivo, molto positivo, molto più di quanto dovrei probabilmente. Sono contento. Mantova è una squadra brava, con un quintetto più il sesto uomo veramente forte. Hanno un’idea tecnica estremante lucida e chiara. Hanno preso anche quello che gli abbiamo dato dalla partita. Noi abbiamo fatto e disfatto, noi stessi, più che la gara. La cosa che mi fa leggermente irritare è che, ho fatto una sfuriata in un time out e, da lì, abbiamo iniziato a reagire e a produrre la pallacanestro difensiva dell’ultimo quarto, che, sinceramente, io vorrei che venisse prodotta indipendentemente dalle sfuriate di un allenatore. Questo ci dà la misura di quanto, ancora, come struttura di squadra non siamo maturi. Noi siamo una squadra forte ma non siamo maturi. La partita di oggi però, per un gruppo come il nostro, che va a -18 sul 51-69, riprende in mano la partita e la vince di due, con il quarto quarto che abbiamo fatto, dimostra due cose: primo, che è una squadra forte; secondo, che sta diventando pian piano, anche se con stimoli esterni, una squadra canturina, di quelle che non mollano mai. Io spero che questo match fughi ogni dubbio di coloro che, pensando alla A2, immaginavano una lunga passerella sul tappeto rosso in attesa della lenta risalita verso il posto che meritiamo; che va meritato sul campo. C’è una cosa che voglio dire ai miei giocatori: questa è una partita che dice che noi abbiamo bisogno in momenti diversi di giocatori diversi. Questa è una gara in cui il secondo quintetto in toto ha rimesso in sesto il primo quarto. In cui la “garra” di Sergio ha riportato la squadra in corsa. Dove finalmente si è visto il Jordan Bayehe che io spero che ci sia e che da qua si migliori. La personalità di Johnson di prendersi, giustamente, gli ultimi possessi. Non voglio però dimenticarmi nemmeno lo splendido Stefanelli del primo quarto e anche presenze a meno minuti, come Nikolic e Cusin, che sono state presenze che nel corso della serata sono state necessarie. La partita di oggi, dunque, è consapevolezza che devo dare il meglio di me stesso, perché, se non lo faccio, lo farà qualcun altro. Faccio i complimenti a Mantova, sono una buonissima squadra»