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22 aprile l’Earth Day 2023. Iniziative anche a Cernobbio ed Erba

21 aprile 2023 | 20:23
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22 aprile l’Earth Day 2023. Iniziative anche a Cernobbio ed Erba

La 53°Giornata per la Terra in tutto il mondo. Si è celebrata per la prima volta negli Stati Uniti nel 1970, un anno dopo l’incidente ad una piattaforma petrolifera al largo di Santa Barbara in California

Domani, sabato 22 aprile, L’Italia celebra la 53a Giornata Mondiale della Terra con oltre 600 eventi al Villaggio per la Terra di Villa Borghese a Roma fda oggi  al 25 aprile: lo sport con più di 30 associazioni e federazioni del CONI; i villaggi dei Bambini, della Scienza e della Biodiversità con i Carabinieri Forestali; i talk show sulla sostenibilità sulla Terrazza del Pincio.

Il 22 aprile su Raiplay la maratona #OnePeopleOnePlanet: 16 ore di contenuti live che culmineranno con il Concerto per la Terra: Arisa, Leo Gassmann, Ermal Meta e Tommaso Paradiso in diretta dalla Nuvola di Fuksas.

Per la prima volta le celebrazioni ufficiali dell’Earth Day si svolgeranno sia in presenza, con il Villaggio per la Terra di Villa Borghese a Roma, inaugurato nel 2016 da Papa Francesco, e con quello di Torino, alla sua prima edizione, sia in forma digitale, con #OnePeopleOnePlanet, The Multimedia Marathon, 16 ore di contenuti live dalla Nuvola di Fuksas trasmessi in diretta su RaiPlay e in differita su Vaticannews.va

Giunta ormai alla 53° edizione, il 22 di aprile si festeggia l’Earth Day , la Giornata Mondiale della Terra, fondata dalle Nazioni Unite per celebrare il Pianeta. La Giornata della Terra è la più grande manifestazione ambientale del pianeta, l’unico momento in cui tutti i cittadini del mondo si uniscono per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia.

Si è celebrata per la prima volta negli Stati Uniti nel 1970, un anno dopo l’incidente ad una piattaforma petrolifera al largo di Santa Barbara in California. L’evento, che causò la fuoriuscita di circa dieci milioni di litri di petrolio in mare per 11 giorni, colpì moltissimo l’opinione pubblica, a cominciare dal senatore Gaylord Nelson che con il presidente John Fitzgerald Kennedy già dai primi anni Sessanta si batteva per l’istituzione di un Mother Earth Day.
Le Nazioni Unite celebrano l’Earth Day ogni anno, un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera, il 22 aprile.

Nel centro di Roma una installazione a sorpresa sarà svelata dal WWF in occasione dell’Earth Day 2023 sabato 22 aprile, un’attività speciale che coinvolgerà il pubblico per tutta la giornata grazie ad un’installazione a sorpresa. Il tema, che verrà svelato nella giornata stessa, è legato alla tutela della Natura e al ruolo che ognuno di noi può svolgere per proteggerla. DALLE 10.30 ALLE 11.30 PHOTO CALL E INTERVISTE CON GLI ESPERTI WWF. L’installazione sarà posizionata dalle 9.00 alle 17.00 nell’area palme di Piazza di Spagna a Roma, accanto all’uscita Metro Spagna.

Decine le manifestazioni in programma, nelle diverse aree del Paese, che Earth Day Italia patrocina e promuove da anni attraverso un’intensa opera di collaborazioni costruttive. Noi segnaliamo due iniziative in provincia di Como:

Cernobbio: a Villa Bernasconi Vanni Cuoghi dedica alla Madre Terra una serie limitata di t-shirt d’artista per festeggiare l’Earth Day

Da sabato 22 aprile saranno messe in vendita al bookshop del museo di Villa Bernasconi (acquistabili anche on line su www.villabernasconi.eu, € 100,00 + spese di spedizione) dieci t-shirt, pezzi unici disegnati dall’artista Vanni Cuoghi in occasione della mostra “Plinio Effetto Serra”, in corso fino al 2 ottobre 2022 per il Bimillenario di Plinio. “La pianta rappresentata sulla maglietta, che è poi la stessa che campeggia nell’atrio di Villa Bernasconi – racconta l’artista – ha le forme di un ciuffo di salvia. Ho scelto di rappresentare piante officinali perché la loro storia è da sempre legata al benessere dell’uomo, sia per le proprietà curative, che per quelle … magiche. La salvia, oltre ai principi attivi ha, nelle radici etimologiche, un’aspirazione e una speranza: il nome deriva dal latino “salvus” che indica salvare, sicuro, bene, sano. Nessuna immagine mi sembrava più appropriata per celebrare Plinio e per festeggiare la giornata mondiale della Madre Terra. In una serie limitata di magliette ho voluto realizzare degli interventi grafici che rappresentassero delle banshee, degli spiritelli che abitano la pianta, delle essenze che possano essere un’esortazione alla consapevolezza che siamo parte di un unico e meraviglioso sistema.”

Il ricavato della vendita sarà destinato dal Comune di Cernobbio al sostegno di progetti del territorio per la salvaguardia dell’ambiente.

Erba: Earth Day , l’azienda Diotti mettea al primo posto il benessere dell’ambiente. «Le risorse del nostro Pianeta non sono infinite e vanno salvaguardate”

In occasione del “World Earth Day”, nell’ottica di un processo di sensibilizzazione globale, Diotti Spa e Diotti Trading srl, che si occupano di commercio e recupero di metalli e di rifiuti speciali, sono da tempo coinvolte sul tema della Green Economy, mettendo in atto innovativi processi in continua evoluzione e crescita: le aziende di Erba, fortemente radicate nel territorio in cui operano e consapevoli di come negli ultimi decenni i paesi più industrializzati abbiano avuto un’accelerazione di tutte le attività a danno del nostro pianeta, hanno avviato un’inversione di tendenza partendo  proprio dall’interno del loro perimetro aziendale.
Un impegno questo, per ridurre al minimo l’impatto ambientale avvalendosi di alta tecnologia al fine di contenere i consumi delle fonti energetiche e idriche utilizzate per il trattamento dei rifiuti e del riciclo trasformando  lo scarto in risorsa – ” Molti metalli ferrosi e non ferrosi, se dispersi o abbandonati nell’ambiente, possono essere causa di inquinamento e danni biologici – asserisce Samuele Diotti Patron delle aziende Erbesi – ecco, quindi, che il loro recupero può essere un giusto esempio di economia circolare e sostenibile poiché permette di reimmettere nel ciclo produttivo materiali riutilizzabili quasi all’infinito, minimizzando i costi e le emissioni che deriverebbero dalla creazione di nuove risorse – prosegue Diotti – Quindi il riciclo è di primaria importanza e va sostenuto fortemente.”

Ambiente Italia: un paese e i suoi abitanti

Secondo l’indagine “Il cittadino consapevole” dell’Osservatorio Deloitteun italiano su tre ritiene il cambiamento climatico una delle minacce più gravi e urgenti da affrontare; sette su dieci pensano di essere testimoni della “più grande crisi climatica ed ecologica della storia”; l’83% ritiene responsabili i modelli di sviluppo insostenibili della società contemporanea. Il 78% degli italiani dichiara di agire per sprecare meno, producendo meno rifiuti e praticando il riciclo. Il 73% ha dichiarato una maggiore attenzione al consumo di acqua rispetto al recente passato. Il 40% acquista prodotti alimentari biologici o da filiere certificate. Il 27% utilizza i mezzi pubblici per gli spostamenti.

Passando al tema dei trasporti occorre sottolineare che ci sono abitudini dure da scalfire. Ad esempio il numero di auto private continua a crescere, nonostante la popolazione sia in diminuzione: in Italia circolano circa 40 milioni di auto il che vuol dire 67 ogni 100 abitanti. I grandi paesi europei sono tutti sotto le 57 auto ogni 100 abitanti; e nel mondo, tra i paesi medio grandi, siamo secondi solo a Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda. Secondo l’Osservatorio EY sulle abitudini di viaggio, il 74% degli italiani ha affermato di scegliere il mezzo di trasporto pensando all’impatto sull’ambiente; anche se la soluzione preferita è ancora l’automobile privata, utilizzata per le vacanze dal 64% del campione. Due terzi degli italiani si dicono però pronti a pagare un sovrapprezzo per compensare le emissioni di CO2 dei propri viaggi a medio e lungo raggio: ad esempio quelli aerei; e il 75% degli intervistati prova ansia per i problemi ambientali. Spostando l’attenzione dai cittadini alle imprese, dallo stesso osservatorio arriva il dato che il 69% delle aziende italiane ha sviluppato un piano di sostenibilità, il 44% ha aggiunto degli obiettivi quantitativi, e il 35% ha anche stabilito dei termini di tempo per raggiungerli. Un terzo delle aziende oggetto dell’indagine dichiara di aver sviluppato strategie di investimento responsabile; e il 70% ha dichiarato di aver avviato un’analisi dei propri processi operativi per la riduzione dell’impatto ambientale e l’efficientamento delle risorse.

Tutto ciò riguarda le nostre abitudini e i buoni propositi per il futuro; ma qual è la situazione generale dell’ambiente italiano? Dall’ultimo rapporto “Transizione Ecologica Aperta. Dove va l’ambiente italiano?” pubblicato da ISPRA, esce un quadro che rappresenta due “italie”: quella delle pianure, delle coste e dei fondovalle, urbanizzata e antropizzata, che copre un quarto del territorio nazionale; e quella dei rilievi, colline e montagne, sempre più abbandonata dalla popolazione e che si estende per i restanti tre quarti del paese. La parte antropizzata soffre dei fenomeni di consumo di suolo (2 metri quadrati al secondo), inquinamentodistruzione e frammentazione degli habitat naturaliinquinamento, drastica diminuzione della biodiversità. Le aree interne invece vedono espandersi i boschi, mentre attività umane come agricoltura, pastorizia, ed anche la socialità dei piccoli comuni, diminuiscono inesorabilmente.

Di buono c’è che circa il 40% dello stivale è ricoperto di boschi, con una ripresa della biodiversità di animali e piante che li abitano. Di negativo c’è che l’agricoltura si concentra vicino ai grandi centri urbani e in pianura, favorendo le colture estensive e perdendo le peculiarità delle colture locali tradizionali, tipiche delle aree interne. Un’altra buona notizia è che l’impronta ecologica degli italiani è in diminuzione nell’ultimo decennio, ed è anche minore della media europea. La nostra “impronta materiale”, che misura quanto cemento, metalli, legno ecc. consumiamo individualmente, è di 11 tonnellate all’anno (3,5 in meno della media europea); mentre la “impronta di carbonio”, cioè la quantità di emissioni di CO2 che ognuno di noi ha in carico, è di 6 tonnellate (anch’essa sotto la media europea). Attenzione però: facendo parte di un paese relativamente ricco e avanzato siamo ben al di sopra di un’impronta ecologica sostenibile per il pianeta.

Altro motivo di ottimismo è che il 20% del territorio e l’11% delle aree marine nazionali sono sotto qualche tipo di tutela ecologica: dai parchi nazionali e regionali alle riserve, dalle Zone di Protezione Speciale alle aree protette in generale. Nonostante ciò, come il resto d’Europa, il 90% degli italiani respira aria i cui livelli di inquinanti rappresentano un rischio per la salute. In particolare la Pianura Padana è ancora una delle regioni geografiche più inquinate d’Europa. Non bisogna poi dimenticare il dissesto idrogeologico generalizzato che riguarda gran parte del paese: negli ultimi vent’anni, a causa di frane, alluvioni e terremoti abbiamo subito danni per un miliardo l’anno, ma abbiamo investito in media solo 300 milioni l’anno per opere che contrassero questi fenomeni. Per “risistemare” tutto il paese servirebbero 26 miliardi, ma negli ultimi tre anni ne abbiamo investiti solo 3. Intanto, nelle zone ad alto rischio idrogeologico, vivono 1,3 milioni di italiani e operano 83 mila aziende.