Cinema Astra: Bisio invita a “L’ultima volta che siamo stati bambini”, la sua prima regia

11 ottobre 2023 | 17:00
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Claudio Bisio, al suo esordio dietro la macchina da presa, porta sullo schermo un racconto di formazione e d`amicizia impermeabile alle divisioni della Storia che insanguina l`Europa. Tratto dall`omonimo libro di Fabio Bartolomei.

C’è una ferrovia e bambini che camminano lungo i binari, c’è una missione da compiere e difficoltà da superare. No, non è “Stand by me”, il film del 1986 tratto da un racconto di Stephen King, ma è un film, questa volta italiano, voluto fortemente da Claudio Bisio, qui all’esordio come regista oltre che attore, dopo aver letto il libro di Fabio Bartolomei “L’ultima volta che siamo stati bambini” (edizioni e/o). 

La trasposizione cinematografica, con lo stesso titolo, è una commedia avventurosa recitata con grande spontaneità dai giovanissimi Alessio Di Domenicantonio, Carlotta De Leonardis e Vincenzo Sebastiani. Diversamente dal film americano, qui la vicenda si svolge durante uno dei periodi più  bui per l’Italia e l’Europa intera, la seconda guerra mondiale e, in particolare, nei tragici avvenimenti legati alla Shoa.

“L’ultima volta che siamo stati bambini” è in programmazione da domani, giovedì 12 ottobre, al Cinema Astra Como dove resterà in programmazione fino a domenica (vedi orari qui sotto). E’ lo stesso Claudio Bisio che invita gli spettatori comaschi ad andarlo a vedere, facendo anche una mezza promessa per una sua possibile presenza a Como

Roma, estate 1943. Quattro bambini giocano alla guerra mentre attorno esplodono le bombe della guerra vera. Italo è il ricco figlio del Federale, Cosimo ha il papà al confino e una fame atavica, Vanda è orfana e credente, Riccardo viene da un’agiata famiglia ebrea. Sono diversi ma non lo sanno e tra loro nasce “la più grande amicizia del mondo”, impermeabile alle divisioni della Storia che insanguina l’Europa. Per loro tutto è gioco, combattono in cortile una fantasiosa guerra fatta di missioni avventurose ed eroismi, poi però fanno patti “di sputo” e non “di sangue” per paura di tagliarsi. Ma il 16 ottobre il ragazzino ebreo viene portato via dai tedeschi insieme ad oltre mille persone del Ghetto. Grazie al padre Federale di Italo, i tre amici credono di sapere dov’è e, per onorare il “patto di sputo”, decidono di partire in segreto per convincere i tedeschi a liberare il loro amico. L’ennesima missione fantasiosa entra nella realtà, i tre bambini viaggiano soli in un’Italia stremata dalla guerra, fra soldati allo sbando, disertori, truppe di tedeschi occupanti, popolazioni provate e affamate. I tre bambini non sono del tutto soli, due adulti partono a cercarli per riportarli a casa: Agnese, suora dell’orfanotrofio in cui vive Vanda, e Vittorio, fratello di Italo. Lei cristianamente odia la violenza e lui è un eroe di guerra fascista: sono diversi e, al contrario dei bambini, lo sanno benissimo infatti litigano tutto il tempo. Il doppio viaggio dei bambini e degli adulti nell’Italia lacerata dalla guerra sarà gioco e terrore, poesia fanciullesca e privazioni, scoperta della vita e rischi di morte: un’esperienza capace di imprimere il suo sigillo su tutti i personaggi coinvolti, cambiando la coscienza dei singoli e le loro relazioni. Fino al sorprendente ma in fondo purtroppo logico, finale.

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