Maltrattamenti, mamma condannata in Tribunale:”Brutta e grassa”, figlia costretta ad una dieta ferrea



Un anno e quattro mesi in primo grado, le legale della donna contesta il verdetto e lascia intendere un ricorso in appello. Denuncia presentata dalla zia della ragazza nel 2019
Una sottile linea tra il maltrattamento e l’abuso di mezzi di correzione. Il giudice di Como, Francesca Banfi, ha optato per il primo: oggi in Tribunale a Como la sentenza di primo grado per maltrattamenti alla figlia e per questo condannata ad un anno e 4 mesi. La protagonista è una mamma comasca di 54 anni, accusata di aver costretto la figlia, 16enne al momento dei fatti contestati (ora è maggiorenne) a una dieta rigorosa per non farla ingrassare e per non farle superare la soglia dei 47 chili. Condanna contestata dalla legale della donna, avvocato Alessandra Colombo, che ha chiesto l’assoluzione o, in sub-ordine, l’abuso di mezzi correttivi della mamma. Il giudice non è stato dello stesso parere. E’ arrivata la condanna.
A denunciare i presunti maltrattamenti, nel 2019, era stata la zia della ragazzina dopo aver raccolto lo sfogo della nipote. La ragazza sarebbe stata sottoposta ad una dieta molto rigida e scrupolosa ed anche a pesarsi in continuazione. La madre l’avrebbe spesso apostrofata con i termini di “brutta” e “grassa”. La giovane ha confermato tutto, in una udienza protetta, al giudice. La madre ha sempre negato ogni maltrattamento.
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