Il sindaco Rapinese revoca l’assessore Quagliarini:”Impegno inferiore alle aspettative”. Le reazioni

Il primo cittadino rimuove dall’incarico il giovane assessore. Pd, Fratelli d’Italia e Forza Italia si scatenano: le loro dichiarazioni.
Settimana scorsa si era dimessa l’assessore Nicoletta Anselmi – con un colpo di scena inatteso – oggi il sindaco di Como Rapinese (con un decreto di revoca del quale riportiamo i passaggi salienti) ha deciso di revocare il mandato a Francesca Romana Quagliarini (assessore politiche giovanili, Quartieri, Pari opportunità, Diritti civili e Partecipazione) e di tenerle, al momento per sè in attesa di decidere a chi assegnarle. E se il colpo di scena della Anselmi era stato notevole, questo è ancora più clamoroso, inatteso, fulmine ciel sereno come ha confermato la diretta interessata.
LE MOTIVAZIONI DEL SINDACO
Ritenuto di esercitare la facoltà di revoca della nomina ad Assessore comunale conferita a Francesca Romana Quagliarini, il cui impegno all’interno della Giunta si è rivelato inferiore alle aspettative e nella sostanza può essere ritenuto oggi nel complesso insoddisfacente;
Considerato che quanto sopra esposto potrebbe compromettere la realizzazione del programma di mandato, oltre che pregiudicare irreparabilmente gli equilibri all’interno della Giunta Comunale e far venir meno le basi per una futura e proficua collaborazione in merito agli indirizzi programmatici;
Valutate in piena autonomia le soluzioni più consone al fine di perseguire con efficacia gli obiettivi programmatici definiti dall’Amministrazione Comunale, nonché di garantire la possibilità di proseguire l’attuazione del programma politico, assicurando la coesione e l’unità di indirizzo della Giunta;
Ribadito che la valutazione degli interessi coinvolti nel procedimento di revoca di un Assessore è rimessa in via esclusiva al sindaco, titolare politico dell’amministrazione, cui competono in via autonoma la scelta e la responsabilità della compagine di cui avvalersi per l’amministrazione dell’Ente nell’interesse della comunità locale;
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Dato atto che per la revoca dell’incarico di assessore comunale non è necessaria la previa comunicazione dell’avvio del procedimento all’interessato, in considerazione del fatto che, in un contesto normativo nel quale la valutazione degli interessi coinvolti è rimessa in modo esclusivo al sindaco, non c’è spazio logico, prima ancora che normativo, per concepire l’esistenza dell’istituto partecipativo di cui all’art 7 della legge 241/90; inoltre, poiché il procedimento in parola è semplificato al massimo per consentire un’immediata soluzione delle criticità intervenute nell’ambito del governo locale, l’interposizione della comunicazione dell’avvio del procedimento osterebbe a tale finalità e, dunque, può legittimamente essere omessa;
Acquisito il parere positivo di regolarità tecnico-amministrativa espresso sul presente provvedimento dal Dirigente del Settore “Affari Generali – Centrale Affidamenti e contratti”, nonché Vice Segretario Generale Vicario, ai sensi dell’art. 147 bis del D.Lgs. n. 267/2000 e dal vigente Regolamento comunale sui controlli interni;
Per le motivazioni di cui in premessa, in riforma del proprio decreto n. 64 del 21 settembre 2023
DECRETA
Di revocare, per i motivi di cui in narrativa, il proprio provvedimento n. 64 del 21.09.2023 nella parte di nomina ad Assessore comunale di Francesca Romana Quagliarini, dando atto che la revoca della nomina comporta la contestuale revoca sia della nomina ad Assessore sia di tutte le deleghe ed incarichi conferiti dal Sindaco in ragione della carica istituzionale;
Di dare atto che la revoca ha efficacia immediata e che, pertanto, le attività politico-amministrative inerenti le deleghe sopra richiamate fanno capo al Sindaco
Fin qui le motivazioni di Rapinese. IN queste ore si è scatenato un vespaio di reazioni e polemiche. Qui di seguito le principali arrivate in redazione finora
LA NOTA DEL PD DI COMO
La revoca da parte del Sindaco Rapinese dell’assessore Quagliarini, a pochi giorni di distanza dalle dimissioni dell’assessore Anselmi, fa sorgere diversi interrogativi.
Se rispetto alle dimissioni dell’assessore Anselmi non si è potuto che prendere atto, rispettandole, delle ragioni personali che le avevano motivate, la revoca dell’assessore Qaugliarini assume un ben diverso significato.
E ciò anche considerato che il è terzo assessore che lascia la Giunta Rapinese in due anni di amministrazione, senza dimenticare il pesante ridimensionamento lo scorso anno delle deleghe dell’assessore Colombo dopo il fallimento degli eventi estivi a Villa Olmo.
Nel decreto di revoca si afferma che l’impegno dell’assessore si è rivelato inferiore alle aspettative e che nella sostanza può essere ritenuto nel complesso insoddisfacente, tanto da compromettere la realizzazione del programma di mandato; si tratta non solo di giudizio a dir poco pesante sulle qualità dell’assessore, ma anche del solito tentativo del Sindaco di scaricare su altri i fallimenti e i ritardi della sua amministrazione.
Ma soprattutto si legge che la permanenza dell’assessore Quagliarini avrebbe pregiudicato irreparabilmente gli equilibri all’interno della Giunta Comunale.
Ma quale è il significato di questa affermazione? A quali “equilibri” all’interno della Giunta si riferisce? E’ un messaggio indirettamente inviato a qualche altro componente della maggioranza?
Il Sindaco, parlando della propria maggioranza, ha sempre utilizzato la retorica del “siamo un sol uomo” che distinguerebbe la sua amministrazione monocolore da quelle di coalizione che hanno governato in precedenza la città.
Questa retorica sembra ora non funzionare più.
Che monocolore non faccia più rima con monolitica?
Alla luce di queste vicende la città ha diritto di sapere se questa maggioranza è ancora in grado di proseguire nel suo percorso; non ha certo bisogno di una maggioranza e di una Giunta divise.
Per garantire un efficiente funzionamento dell’amministrazione comunale si devono anche al più presto individuare i nuovi assessori non essendo pensabile, per il bene della città, che il Sindaco possa gestire un numero così sproporzionato di deleghe.
D’altra parte vi è un limite umano anche per coloro che si definiscono il numero 1 o Superman; o forse, oltre alla maggioranza monocolore, dovremmo aspettarci una Giunta con un mono assessore?
Daniele Valsecchi – Segretario cittadino del PD
Il gruppo consiliare del Partito Democratico
LA NOTA DI SERGIO GADDI (FORZA ITALIA)
Pezzo dopo pezzo si sgretola la giunta di carta che il sindaco amante dei fumetti si è costruito. La Como che sognava da bambino sta vivendo l’incubo della sua pessima gestione, ma forse ancora crede che la città sia la propria cameretta dei giocattoli.
Giorno dopo giorno scopriamo invece che la sua amministrazione è solo un grande bluff fatto di incompetenza, di fumo, di battute tristi e di una oramai patetica supponenza.
LE CRITICHE DI FRATELLI D’ITALIA
Il caldo di agosto – si legge in una nota del coordinatore cittadino Sergio Zauli – sta facendo sciogliere l’amministrazione Rapinese. Dopo che il consiglio comunale è stato salvato dalla minoranza per il numero legale (nell’ultima seduta) e dopo le dimissioni dell’assessore Anselmi, oggi Rapinese caccia l’assessore Quagliarini. Abbiamo un sindaco ostile verso la cittadinanza, delle opposizioni ed oggi vediamo che qualosa non funziona nella maggioranza del sindaco. Beh, forse siamo arrivati al massimo del delirio di onnipotenza perchè chi gli è stato vicino non fa quello che vuole lui. Questo non è il modo di amministrare una città importante come Como. Ormai la fase di scioglimento è iniziata: il caldo di questi giorni sta facendo friggere il sindaco Rapinese. E’ ora di farla finita e di fare chiarezza una volta per tutte. Sperando che questo ciclone di Rapinese finisca il più in fretta possibile…..
LA NOTA DELLA LEGA
“Apprendiamo con stupore, e preoccupazione, la notizia dell’ennesima revoca dell’incarico di giunta di un assessore. Dopo Lombardi è la volta di Quagliarini e questo mese abbiamo assistito anche alle dimissioni dell’assessore Anselmi. La giunta di Como si sgretola perché il sindaco non va d’accordo con nessuno e chi ci rimette è la nostra città che negli ultimi 2 anni è rimasta completamente paralizzata”. Così ìl segretario cittadino della Lega Ivan Noseda.
Il Segretario cittadino
Ivan Noseda