“L’Angelo della Storia”, al Sociale torna una produzione Sotterraneo

Venerdì 28 marzo sul palco arriva “L’Angelo della Storia”, tra narrazioni, microstorie, istanti sospesi e paradossi
Dopo Overload nel 2023, al Teatro Sociale di Como torna Sotterraneo, il gruppo di ricerca teatrale nato a Firenze nel 2005 e composto da un nucleo autoriale fisso cui si affiancano collaboratori diversi a seconda dei progetti, questa volta con L’Angelo della Storia in scena venerdì 28 marzo, alle 20.30, ideato, diretto e interpretato da Sara Bonaventura, Claudio Cirri e Daniele Villa, con Lorenza Guerrini, Daniele Pennati e Giulio Santolini, le luci di Marco Santambrogio, i costumi di Ettore Lombardi, i suoni di Simone Arganini. Una produzione Sotterraneo, coprodotto da Marche Teatro, ATP Teatri di Pistoia Centro di Produzione Teatrale, CSS Teatro stabile di innovazione del FVG, eTeatro Nacional D. Maria II.

Sotterraneo si muove attraverso i formati, focalizzando le contraddizioni e i coni d’ombra del presente, secondo un approccio avant-pop che cerca di cantare il nostro tempo rimanendo in equilibrio fra l’immaginario collettivo e il pensiero più anticonvenzionale.
L’Angelo della Storia, Premio UBU “Miglior spettacolo dell’anno 2022”, assembla aneddoti storici di secoli e geografie differenti, gesti che raccontano le contraddizioni di intere epoche, azioni che suscitano spaesamento o commozione, momenti che in una parola potremmo definire paradossali.
Ispirandosi a quelle che il filosofo Walter Benjamin chiamava costellazioni svelate, Sotterraneo prova a raccontare questi episodi mettendoli in risonanza col presente, componendo una nostra personale mappa del paradosso fatta di microstorie, istanti sospesi, momenti fatali di persone illustri o sconosciute: fatti e pensieri lontani fra loro ma uniti da quella tela di narrazioni, credenze, miti e ideologie che compongono la materia stessa di cui è fatta la Storia.

Oggi che la complessità ci richiede immaginari inediti e nuovi processi cognitivi, ci piace pensare che a teatro si possano recuperare narrazioni e circostanze a cui Sapiens ha aderito nei millenni, smontarle, ricombinarle, prenderne distanza allontanandoci nel tempo e cercare almeno un po’ di quella vertigine che coglie un astronauta quando osserva la Terra allontanandosi nello spazio.
Biglietti disponibili online oppure presso la biglietteria del Teatro
(Ph. Giulia di Vitantonio_courtesy Inteatro festival)